PISTE CICLABILI nell’AREA VASTA, prime buone iniziative da parte dei commercianti

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La nostra associazione, presente a Cagliari e nell’area vasta da oltre vent’anni, conosce molto bene la realtà ciclabile della prossima città metropolitana. Ha promosso iniziative e sostiene la mobilità ciclistica da tanti anni, anche quando manifestare e richiedere le piste ciclabili alle varie amministrazioni  si rischiava di essere considerati  dei visionari, pur essendo già presenti in tante città italiane ed europee. Oggi, che a Cagliari e nei comuni dell’area vasta si iniziano a realizzare alcuni tratti, più o meno discontinui di piste ciclabili, grazie a contributi Comunitari POR specifici, sentiamo per strada, leggiamo e vediamo molto spesso degli articoli sulla stampa locale, che criticano gli interventi delle varie amministrazioni, cavalcando le solite polemiche sulla riduzione dei parcheggi, guarda caso per le auto, e la causa della chiusura dei negozi. Foto nuove piste ciclabili area vasta 2015 007 Vogliamo ricordare che anche da noi, si iniziano a notare dei piccoli passi in avanti: un crescente numero di persone sceglie ogni giorno di cambiare stile di vita , dei commercianti che scelgono non di lamentarsi, troppo facile e gratuito, ma di promuovere e favorire chi si reca a fare gli acquisti in bicicletta, vedasi foto allegata del negozio di Monserrato, molti nuovi amministratori pubblici cercano di impegnarsi in politiche per la mobilità sostenibile e ciclistica con esiti più o meno felici, c’è molto da migliorare, specialmente nella pianificazione e progettazione del sistema di mobilità complessivo,  in molti casi assente o a macchia di leopardo. 

Foto nuove piste ciclabili area vasta 2015 010

E allora tutto bene? Certo che no, ma questo significa che il cambiamento è in atto e sta a noi tutti dare la spinta necessaria ad accelerare questo processo.

Lo sviluppo urbanistico delle nostre città dagli anni sessanta in poi ha privilegiato l’utilizzo dell’auto privata come mezzo di trasporto quotidiano, condizionando il nostro stile di vita basato su un utilizzo eccessivo e talvolta obbligato della stessa. Il cambiare stile di vita e modello di mobilità passa necessariamente dal ridisegno delle nostre città sulla base di alcuni diritti che sono legati alla persona e non al mezzo di trasporto che utilizza o che si può permettere. Ridisegnare le città a partire dalle necessità del trasporto collettivo, degli spostamenti a piedi o in bicicletta, senza dimenticare i cittadini con diverse capacità fisiche di mobilità, e da ultimo anche dell’auto privata: con questa nuova gerarchia nella visione della città chi utilizzerà l’auto privata saprà di non godere di una sorta di privilegio su un altro cittadino e dovrà adeguare di conseguenza anche il suo comportamento nell’uso del mezzo. La realizzazione di aree a traffico limitato, zone pedonali, limitazioni della velocità, aree residenziali sono solo alcuni degli esempi per disincentivare l’uso dell’auto privata. Togliere spazio pubblico alla sosta delle auto sulle strade cittadine, con le dovute eccezioni per alcune situazioni di necessità, significa restituire alle persone la fruizione di questi spazi per passeggiare, giocare o percorrerli in bicicletta, rilancia il commercio di prossimità, allarga le possibilità di incontro sociale, aumenta la sicurezza generale della città. Tutto questo è possibile solo se la politica e gli amministratori pubblici sapranno dare prospettive e visione di ampio respiro, senza limitarsi nel loro operato alla ricerca del consenso elettorale a breve termine; se sapranno avere il coraggio delle idee senza condizionamenti ideologici, ma fondando il proprio lavoro su dati oggettivi e risultati misurabili nel tempo. Il cambiamento culturale dei cittadini ha bisogno di educazione, formazione, esempi e comportamenti coerenti: ognuno deve fare la sua parte, la politica, i mezzi di informazione, hanno un ruolo importantissimo, mentre associazioni come la nostra sono chiamate a dare il proprio contributo per aiutare i cittadini a meglio comprendere ed accettare questo necessario percorso di cambiamento.

 

FIAB Cagliari Città Ciclabile